Le uscite didattiche e i viaggi d’istruzione sono parte integrante dell’offerta formativa. Permettono agli studenti di imparare fuori dall’aula, sperimentando esperienze culturali e relazionali che completano il percorso scolastico.
Ma dietro ogni viaggio c’è un grande lavoro organizzativo che ricade quasi interamente sui docenti.
Molti insegnanti raccontano di sentirsi sovraccarichi di responsabilità, tra vigilanza continua, gestione di imprevisti e obblighi burocratici. In alcuni casi, i timori legati alla sicurezza o alle coperture assicurative li spingono a rinunciare all’accompagnamento.
“Non si tratta di mancanza di disponibilità”, spiega il sindacato UIL SCUOLA, “ma di tutela: accompagnare un gruppo di studenti per più giorni significa assumersi un rischio che non trova adeguato riconoscimento né economico né contrattuale”.
Cosa spetta ai docenti accompagnatori
Le norme di riferimento (D.P.R. 395/1988, D.M. Tesoro 14 marzo 1996, CCNL scuola art. 146) stabiliscono che i docenti accompagnatori hanno diritto al rimborso delle spese sostenute e documentate:
- per viaggi in Italia oltre 8 ore, fino a 22,26 € al giorno; oltre 12 ore, fino a 44,26 €;
- per viaggi all’estero, da 40 a 75 € al giorno, secondo il paese.
Sono rimborsabili anche trasporti locali e biglietti d’ingresso a musei o siti culturali. Le giornate festive vanno retribuite o recuperate come giorni di riposo compensativo.
È bene ricordare che questi rimborsi non vanno confusi con le indennità di missione, abolite nel 2005: si tratta di voci diverse, e il rimborso delle spese resta pienamente dovuto.
Tra regole rigide e poca chiarezza
Negli ultimi anni, le procedure per organizzare viaggi e gite sono diventate sempre più complesse. Le scuole devono attenersi a norme pensate per la spesa pubblica e ai controlli dell’Anac, con bandi e preventivi che spesso rallentano tutto.
Le associazioni del turismo scolastico chiedono al MIM di aggiornare la circolare ministeriale per restituire flessibilità e autonomia alle scuole, riconoscendo che i viaggi d’istruzione non sono semplici servizi di viaggio ma attività didattiche a pieno titolo.
Un impegno da valorizzare
Molti docenti sottolineano che l’esperienza del viaggio comporta un impegno ben oltre l’orario di servizio, con responsabilità educative e di sicurezza continue. Alcuni istituti hanno iniziato a prevedere forme di riconoscimento interno, ma manca una regola chiara e uniforme.
Per la UIL Scuola RUA, è necessario che il Ministero garantisca condizioni eque e riconoscimenti concreti per chi accompagna gli studenti, assicurando procedure snelle e trasparenti per tutte le scuole.
“I viaggi d’istruzione sono parte della didattica e della crescita degli studenti. Vanno sostenuti con norme chiare e rispetto per il lavoro dei docenti”, ribadisce la UIL Scuola Lombardia.