Scuola d’ESTATE / Turi: quella che si fa non è scuola ma assistenza

E’ stupefacente l’entusiasmo del ministro Bianchi per il piano scuola estate: una sorta di sperimentazione fai da te, portata avanti da ‘volontari’ da cui tirare fuori innovazione e nuova didattica.

E’ così che – mentre il calendario scolastico decreta la chiusura delle attività didattiche e formative, facendo venire meno l’obbligo – si sperimenta?  E con quale progetto scientifico?

Forse sarebbe meglio abbassare i toni e attenersi alla realtà: un’azione di supporto scolastico per le famiglie e gli studenti non deve essere confusa con il bisogno di formazione vera e formale.

Sono messaggi fuorvianti che contribuiscono ad indebolire, nell’immaginario collettivo, il valore della scuola e dei docenti, a cui (giustamente) si chiedono garanzie di base e di affidabilità che non attiene ad un progetto che si pone in modo complementare al sistema scolastico.

Una sperimentazione fai-da-te, che – ci chiediamo – quale valore può avere sul sistema scolastico generale.
Forse una valutazione poteva essere fatta anche sull’esperienza dello scorso anno, esperienza di cui nessuno sa nulla.

Noi continuiamo a considerare un elemento di supporto nell’area dell’assistenza che non porta beneficio né al sistema scolastico, né tantomeno al personale che di queste risorse beneficia ben poco, senza considerare l’aggravio ammnistrativo sulle segreterie Scolastiche ormai allo stremo delle forze.


Fonte: l’articolo di Tecnica della Scuola

“Piano Estate, Bianchi entusiasta: si sperimenta nuova didattica in oltre 3mila istituti. Ma c’è chi dice che non è scuola.”

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