Ieri 12 febbraio 2026 si è svolto al Ministero dell’Istruzione e del Merito un incontro sul decreto attuativo degli articoli 26 e 26-bis del decreto-legge 144/2022, relativo alla revisione dell’assetto ordinamentale degli Istituti tecnici.
Il provvedimento riguarda:
- revisione degli indirizzi e delle articolazioni
- nuovi quadri orari
- ridefinizione dei risultati di apprendimento
- adeguamento dei curricoli ai processi di innovazione digitale
Il testo non è ancora definitivo e mancano le Linee guida operative.
Cosa prevede il decreto
Secondo quanto illustrato dall’Amministrazione:
- vengono eliminate le opzioni attualmente presenti nei quadri orari
- le scuole potranno intervenire con la quota di autonomia fino al 30%, senza risorse aggiuntive
- l’obiettivo dichiarato è adeguare i percorsi alle esigenze del sistema produttivo nazionale
Il testo è stato elaborato da commissioni nazionali, sottogruppi di indirizzo e reti di scuole regionali.
Le criticità sollevate dalla UIL Scuola
Tempistiche incompatibili
Per la UIL Scuola le scadenze sono inadeguate.
Con le iscrizioni imminenti, le scuole non avranno il tempo necessario per svolgere un orientamento corretto verso studenti e famiglie.
Il rischio è:
- disorientamento
- difficoltà organizzative
- scelte poco consapevoli
Riduzione delle ore di Italiano al quinto anno
La riforma prevede il passaggio:
- da 132 ore annuali (4 ore settimanali)
- a 99 ore annuali (3 ore settimanali)
L’area di istruzione generale scende da 495 a 462 ore annuali.
Secondo la UIL Scuola, questa scelta è in contrasto con l’articolo 26-bis del decreto-legge 144/2022, che indica tra le priorità il rafforzamento delle competenze linguistiche, storiche, matematiche, scientifiche, giuridiche ed economiche.
Tali competenze sono fondamentali:
- per l’ingresso nel mondo del lavoro
- per il proseguimento degli studi
Confronto avviato dopo il parere del CSPI
La UIL Scuola ha evidenziato un’anomalia procedurale: l’incontro sindacale si è svolto dopo l’espressione del parere del CSPI. Secondo il sindacato, il confronto avrebbe dovuto precedere i passaggi formali di consultazione.