La riforma dell’Esame di Maturità, approvata definitivamente dalla Camera, introduce cambiamenti rilevanti per le scuole secondarie di secondo grado.
Commissari più pochi, qualità a rischio
Con la nuova normativa, le commissioni d’esame passano da sei a quattro membri: due interni e due esterni, più il presidente.

Per il segretario generale della UIL Scuola RUA, Giuseppe D’Aprile, «la riduzione del numero dei commissari non ha motivazioni pedagogiche: risponde a logiche di risparmio che rischiano di compromettere la qualità della valutazione».
Inoltre, i commissari dovranno frequentare specifici corsi di formazione: tre milioni di euro stanziati per il 2026 e undici milioni annui a partire dal 2027.

Cambiano le prove e l’autonomia scolastica
L’orale sarà incentrato su quattro materie individuate dal Ministero a gennaio; inoltre, gode di maggiore peso la valutazione dell’impegno extrascolastico degli studenti.
Il sindacato esprime perplessità sul fatto che il Ministero possa decidere l’intero ambito delle materie del colloquio, annullando in parte l’autonomia delle scuole e dei consigli di classe.
Implicazioni sul sistema e sulla scuola del lavoro
La riforma tocca anche la filiera tecnico-professionale: il modello “4+2” viene reso ordinamentale, con un rapporto più stretto tra scuola e impresa.
Anche per questo la UIL Scuola RUA chiede che le risorse risparmiate vengano impiegate non solo per la formazione dei docenti commissari, ma anche per l’aggiornamento dei compensi dei presidenti e commissari, fermi da troppo tempo.
La UIL Scuola RUA accoglie alcuni elementi della riforma come opportunità di rinnovamento, ma ribadisce: la priorità deve essere la qualità della valutazione e la tutela dell’autonomia scolastica, non solo la riduzione dei costi.