Il ministero dell’Istruzione e dell’Interno ha firmato una circolare congiunta che consente alle scuole italiane di richiedere l’uso di metal detector agli ingressi degli edifici scolastici in presenza di situazioni di rischio, come episodi di violenza, spaccio di sostanze o bullismo reiterato.
La direttiva è stata inviata alle scuole dopo un grave fatto di cronaca: la morte di uno studente accoltellato da un coetaneo all’interno di un istituto a La Spezia, evento che ha riacceso il dibattito nazionale sulla sicurezza nelle aule.
Che cosa prevede la circolare
- Misure su richiesta: l’adozione di metal detector non è automatica né generalizzata, ma avviene solo su richiesta formale dei dirigenti scolastici e di concerto con prefetture e questure.
- Strumenti mobili: non si parla di varchi fissi come negli aeroporti, ma di dispositivi portatili di controllo, simili a quelli usati nei concerti o negli eventi pubblici, gestiti dalle forze dell’ordine.
- Controlli mirati: la circolare invita i prefetti a valutare, tramite i Comitati provinciali per l’ordine e la sicurezza pubblica, se includere gli istituti nei piani di controllo coordinato del territorio e attivare controlli mirati.
- Ruolo delle autorità: il controllo resta esclusiva delle forze di polizia; il personale scolastico non è chiamato a eseguire operazioni di rilevazione.
Perché arriva la circolare
La decisione del governo nasce dall’aumento di episodi di violenza tra studenti, in particolare legati all’uso di coltelli e altri oggetti contundenti, che hanno portato a un senso di allarme nella comunità educativa e nelle famiglie.
Secondo fonti ministeriali, la misura è pensata per rafforzare la prevenzione e il contrasto dell’illegalità negli istitutisenza appesantire l’esperienza scolastica quotidiana, concentrandosi su situazioni in cui esistono profili di criticità concreti.
Dibattito e critiche
La proposta ha suscitato un dibattito nel mondo educativo e politico.
La UIL Scuola, nelle parole del segretario nazionale Giuseppe D’Aprile, ha definito gravissimo l’accoltellamento avvenuto nella scuola di La Spezia, sottolineando che gli istituti devono restare luoghi sicuri basati su convivenza civile e rispetto. Il sindacato ha ribadito che il possesso di armi a scuola è inaccettabile e che non bastano misure esclusivamente repressive, ma vanno rafforzate alleanze educative tra scuola e famiglie.
Per altri la misura rappresenta uno strumento utile per la tutela di studenti e personale; per pedagogisti e amministratori locali, invece, rischia di trasformare la scuola in un luogo di controllo, con potenziali impatti sulla percezione di fiducia e apertura dell’ambiente scolastico.