Il Corriere della Sera di oggi ha pubblicato i dati sulle iscrizioni alle scuole superiori per l’anno scolastico 2026/2027. Il quadro conferma una tendenza consolidata: il liceo resta la scelta prevalente, ma cambiano gli equilibri interni.
I numeri generali
Il 55,88 per cento degli studenti ha scelto un percorso liceale. La quota è in linea con il 2025. Gli istituti tecnici si fermano al 30,84 per cento, in lieve calo. Gli istituti professionali risalgono al 13,28 per cento (+0,59). Il sorpasso dei licei su tecnici e professionali risale al 2014. Negli ultimi dieci anni il trend non si è invertito.
La crisi dei licei tradizionali
Il dato più significativo riguarda il liceo classico. Si ferma al 5,20 per cento a livello nazionale. Nel 2016 era al 6,1. In dieci anni ha perso oltre il 15 per cento degli iscritti. Si avvicina alla soglia del 5 per cento, considerata livello di allerta. Anche il liceo scientifico tradizionale perde terreno: dal 13,53 al 13,16 per cento. L’opzione Scienze applicate, senza latino, scende al 9,75 per cento. Il liceo artistico si attesta al 3,95 per cento.
I percorsi “leggeri” crescono
Aumentano invece:
- il liceo delle scienze umane, che sfiora l’8 per cento (+0,47);
- l’opzione economico-sociale, al 4,55 per cento (+0,24).
Percorsi percepiti come più orientati alle competenze sociali ed economiche. Il nuovo liceo del Made in Italy resta marginale: 0,14 per cento.
Nord e Sud, scelte diverse
Al Centro e al Sud i licei dominano. Nel Lazio quasi sette studenti su dieci scelgono un liceo. Il Classico arriva all’8,6 per cento.
Al Nord la situazione cambia: in Veneto i licei raccolgono il 44 per cento delle preferenze, in Emilia-Romagna il 46, in Lombardia restano sotto il 50 per cento. Qui il Classico scende al 3,2 per cento. Il tessuto produttivo incide sulle scelte delle famiglie, che guardano con maggiore interesse ai percorsi tecnico-professionali.
Il boom del 4+2
Il dato più dinamico riguarda la filiera 4+2: percorso tecnico-professionale quadriennale più Its Academy. Gli iscritti sono 10.532. Quasi il doppio rispetto allo scorso anno. Secondo il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, l’espansione del 4+2 «è in linea con le migliori pratiche europee» e offre «sbocchi occupazionali concreti».
Una tendenza strutturale
Le oscillazioni annuali sono minime. Ma nel medio periodo emergono segnali chiari:
- calo progressivo del liceo classico;
- flessione dello scientifico tradizionale;
- crescita dei percorsi tecnico-professionali innovativi;
- aumento dell’interesse per indirizzi con forte contenuto economico e sociale.
La scelta delle famiglie sembra sempre più orientata alla spendibilità del titolo e all’occupabilità. Resta aperto il tema dell’equilibrio del sistema. Il liceo continua a essere la prima opzione, ma il modello culturale tradizionale perde centralità.