Quasi otto giovani italiani su dieci tra i 20 e i 29 anni vivono ancora con i genitori. È uno dei dati più significativi pubblicati oggi dal Sole 24 Ore, sulla base delle rilevazioni OCSE. L’Italia si colloca al secondo posto tra i Paesi sviluppati, superata solo dalla Corea del Sud.
La media europea si attesta intorno al 55%. Nei Paesi scandinavi — Svezia, Norvegia, Finlandia e Danimarca — la quota di under 30 che vive con i genitori scende tra il 10% e il 20%.

Il divario è legato a fattori strutturali:
- salari bassi e precarietà lavorativa;
- canoni di locazione elevati;
- aumento dei prezzi immobiliari;
- difficoltà di accesso al mutuo.
L’uscita dalla famiglia di origine è sempre più tardiva, con effetti su natalità, mobilità e scelte professionali.

Studenti fuori sede e carenza di alloggi
Il problema riguarda in modo particolare gli studenti universitari. Circa 400 mila giovani studiano fuori regione. Dal 2000 a oggi sono stati realizzati circa 40 mila posti letto negli studentati.
Il PNRR prevede ulteriori 60 mila posti, ma molti interventi non sono ancora completati. Anche a regime, la copertura sarebbe solo parziale rispetto al fabbisogno stimato.
Il caso Milano
Milano rappresenta il caso più emblematico. Secondo i dati di mercato richiamati dal Sole 24 Ore, un bilocale può superare i 1.900 euro al mese. Anche le stanze singole hanno costi elevati.
Il progetto di riconversione del villaggio olimpico di Porta Romana in studentato prevede:
- una quota di posti a tariffa calmierata;
- altri posti con canoni comunque superiori a 800 euro mensili.
Importi inferiori alla media cittadina, ma ancora impegnativi per molte famiglie.
La posizione UIL
Sul tema delle politiche abitative, il blog Terzo Millennio della UIL richiama la necessità di un piano complessivo nazionale.
Punti chiave:
- rilancio dell’edilizia residenziale pubblica;
- rifinanziamento del Fondo sostegno affitti;
- utilizzo del patrimonio immobiliare pubblico inutilizzato;
- regolazione del mercato degli affitti brevi;
- piano decennale di investimenti per l’housing sociale.
Secondo la UIL, la casa non può essere lasciata esclusivamente alle dinamiche di mercato. È una leva di coesione sociale e sviluppo economico.
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