In occasione delle consultazioni elettorali, molte scuole vengono utilizzate come sedi di seggio.
Questo comporta effetti diretti sull’organizzazione del servizio e sui diritti del personale.
Gli edifici scolastici, infatti, vengono messi a disposizione dei Comuni per tutta la durata delle operazioni: allestimento, voto e scrutinio.
Personale impegnato ai seggi: quali diritti
Docenti e ATA nominati come:
- scrutatori
- presidenti di seggio
- segretari
- rappresentanti di lista
hanno diritto a:
- assenza giustificata per tutta la durata delle operazioni elettorali
- retribuzione piena, come se fossero in servizio
- riposi compensativi per i giorni festivi o non lavorativi
Le giornate al seggio sono infatti equiparate a normale attività lavorativa.
Riposi compensativi: quando spettano
Se l’attività elettorale cade:
- di domenica
- di sabato (per chi ha settimana corta)
- in un giorno non lavorativo
spetta:
- un giorno di riposo compensativo
oppure - una retribuzione aggiuntiva alternativa
Il principio è chiaro: nessuna perdita economica e recupero del riposo non fruito.
Scuole chiuse o parzialmente chiuse: cosa accade
Due casi principali.
1. Plesso sede di seggio
- Le attività didattiche sono sospese
- Il personale non deve recuperare le ore
- Non può essere obbligato a prendere ferie
L’assenza è legittima e senza penalizzazioni.
2. Plessi non coinvolti
- Le lezioni si svolgono regolarmente
- Il personale è tenuto al servizio secondo orario
Utilizzo del personale: limiti e condizioni
Il dirigente scolastico può disporre:
- eventuali spostamenti di personale
- attività alternative
Ma solo:
- in presenza di effettive esigenze di servizio
- nel rispetto della contrattazione di istituto
In assenza di accordi, il personale non è obbligato a prestazioni diverse.
Un punto fermo: niente ferie forzate
È un principio ribadito anche a livello sindacale:
- non si possono imporre ferie d’ufficio
- l’assenza per chiusura della sede non va recuperata