Scuola senza cellulari: tra iPod in Usa e cassettiere in Italia

Il divieto dei cellulari a scuola sta producendo effetti diversi a seconda del contesto. Negli Stati Uniti, dove in diversi stati le regole sono diventate più rigide, molti studenti hanno riscoperto vecchie tecnologie per non rinunciare alla musica.

Al posto dello smartphone tornano iPod, walkman e lettori CD: strumenti considerati obsoleti, che però garantiscono una via d’uscita legittima, visto che non consentono la connessione a internet. Sui social intanto si moltiplicano account dedicati a questi oggetti, che finiscono per diventare un ponte tra generazioni e un’occasione per scoprire sonorità dimenticate.

In Italia l’approccio è stato differente. Con l’avvio dell’anno scolastico, gli studenti delle superiori si sono trovati ad affrontare nuove regole: i telefoni devono rimanere spenti e nello zaino per tutta la giornata, compreso l’intervallo. Le scuole hanno scelto soluzioni diverse: semplici sanzioni disciplinari, note e sospensioni, oppure sistemi di raccolta più strutturati, come cassettiere con chiavi consegnate agli studenti, tasche numerate nelle aule, mentre in altre realtà il cellulare può essere sequestrato dal docente.

Il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara ha parlato di avvio «tranquillo», sottolineando che la misura non comporta spese aggiuntive e responsabilizza i ragazzi. In alcune scuole il divieto è stato esteso anche agli insegnanti, per dare un segnale coerente. Secondo un sondaggio condotto da Swg e Kpmg per il ministero, tre italiani su quattro approvano le nuove regole. Le proteste, almeno per ora, restano marginali: la petizione lanciata online da un’associazione studentesca ha raccolto poche decine di firme.

Quello che resta da capire è se la limitazione dei telefoni saprà davvero rafforzare le relazioni “reali” tra studenti, o se spingerà ancora di più i giovani a cercare rifugio in altri dispositivi e dietro le cuffie.