Il nuovo anno scolastico parte con le operazioni di nomina concluse in tempi più rapidi rispetto al passato, ma il problema del precariato nella scuola resta tutt’altro che risolto.
A sottolinearlo è il segretario generale della UIL Scuola, Giuseppe D’Aprile, che richiama l’attenzione sui numeri delle supplenze, sulle immissioni in ruolo non completate e sulla situazione particolarmente critica del personale ATA.
Circa 118 mila supplenze: il precariato resta strutturale
Per coprire i posti disponibili sono già necessarie circa 118 mila supplenze.
Un dato che, secondo la UIL Scuola, conferma come il funzionamento ordinario del sistema scolastico continui a dipendere in misura rilevante dal lavoro precario.
E il numero non è ancora definitivo.
Resta infatti aperta la partita dei posti in deroga sul sostegno, che continueranno a essere autorizzati e assegnati anche nei prossimi mesi. Il quadro reale delle supplenze potrà quindi essere definito soltanto verso dicembre.
Anche le procedure da Graduatorie provinciali per le supplenze (GPS) risultano ancora in corso in numerose province, con turni di nomina non conclusi e, in alcuni casi, bollettini successivamente ritirati o rettificati.
Immissioni in ruolo: migliaia di posti autorizzati non coperti
Il dato più significativo riguarda anche le assunzioni a tempo indeterminato.
A fronte di 46.642 immissioni in ruolo autorizzate, le assunzioni effettivamente realizzate sono state 37.430.
Questo significa che oltre 9 mila posti autorizzati per il ruolo non sono stati coperti.
Per la UIL Scuola è la dimostrazione di una delle principali criticità dell’attuale sistema di reclutamento: continuano a esistere contemporaneamente posti disponibili e migliaia di lavoratori precari, senza che il sistema riesca a trasformare in modo efficace quei posti in assunzioni stabili.
«Avere posti disponibili e personale precario senza riuscire a stabilizzarlo – sottolinea D’Aprile – evidenzia quanto il nostro sistema di reclutamento non sia risolutivo di un problema atavico».
Sostegno: la continuità passa dalla stabilizzazione
Sul sostegno sono state registrate 55.814 conferme dei docenti.
Una misura che può garantire continuità didattica nell’immediato, ma che per la UIL Scuola non rappresenta una soluzione strutturale.
La vera continuità, secondo il sindacato, si realizza attraverso la stabilizzazione del personale specializzato e la trasformazione dei posti in deroga in organico di diritto.
L’obiettivo deve essere quello di ridurre progressivamente il ricorso ai contratti a tempo determinato e garantire agli studenti, alle famiglie e alle scuole una presenza stabile del personale.
Personale ATA: circa 12 mila assunzioni su quasi 35 mila posti vacanti
Ancora più critica la situazione del personale ATA.
Le assunzioni sono state circa 12 mila, a fronte di quasi 35 mila posti vacanti.
Una distanza molto ampia, che rende inevitabile anche in questo settore un forte ricorso alle supplenze.
Per la UIL Scuola i numeri sono insufficienti rispetto alle reali esigenze delle istituzioni scolastiche e confermano la necessità di modificare gli attuali limiti alle assunzioni.
UIL Scuola: la Legge di Bilancio intervenga sui vincoli alle assunzioni
La richiesta avanzata da Giuseppe D’Aprile riguarda direttamente la prossima Legge di Bilancio.
Per la UIL Scuola è necessario superare gli attuali vincoli normativi e consentire le assunzioni non soltanto sulla base del turnover, ma su tutti i posti vacanti e disponibili.
Una scelta che riguarderebbe sia il personale docente sia il personale ATA e che permetterebbe di affrontare in modo più strutturale il problema del precariato.
Il punto, per la UIL Scuola, è chiaro: una scuola che ogni anno ha bisogno di decine di migliaia di supplenti non può considerare il precariato un fenomeno temporaneo.
Servono quindi procedure di reclutamento più efficaci, stabilizzazione del personale e trasformazione dei posti realmente necessari al funzionamento delle scuole in posti stabili.