Il Ministero ha presentato alle organizzazioni sindacali la bozza della nota sugli organici docenti per l’anno scolastico 2026/2027.
Il quadro è chiaro fin dall’inizio:
- lieve aumento dei posti di sostegno (+134)
- forte riduzione del potenziamento (−1.407 posti)
Questi numeri si inseriscono in una tendenza già in atto, legata al calo demografico e alla conseguente riduzione complessiva degli organici.
La bozza definisce anche:
- i contingenti regionali dell’organico dell’autonomia
- il numero massimo di classi attivabili
- la possibilità di deroghe solo in casi specifici (aree disagiate, fragilità, minoranze linguistiche), senza nuove risorse
Secondaria e cattedre, riduzioni e flessibilità
Nella scuola secondaria di secondo grado emergono elementi di forte flessibilità organizzativa:
- cattedre costituibili anche sotto le 18 ore, fino a un minimo di 15
- utilizzo delle ore residue per potenziamento o ampliamento dell’offerta formativa
- possibilità, in casi eccezionali, di superare le 18 ore fino a 20 per salvaguardare i docenti soprannumerari
Si tratta di misure che derivano anche dal confronto sindacale, ma che confermano una gestione sempre più adattiva degli organici.
Educazione motoria primaria Nessun vero aumento
Per l’educazione motoria nella scuola primaria viene confermata l’attivazione nelle classi quarte e quinte.
Tuttavia:
- non c’è incremento reale di organico
- si utilizza un meccanismo di aggregazione oraria
Più autonomia agli USR
La gestione concreta degli organici viene affidata agli Uffici scolastici regionali.
Dovranno:
- rimodulare i posti
- adattare le scelte ai territori
- rispettare i vincoli di bilancio

La posizione della UIL Scuola
La UIL Scuola evidenzia una criticità di fondo: il sistema continua a essere guidato più da logiche finanziarie che da bisogni educativi.
Taglio al potenziamento
Il dato più rilevante è la riduzione dei posti di potenziamento:
- −1.407 nel 2026/27
- fino a circa −5.000 entro il 2028/29
Secondo il sindacato, questo rischia di:
- indebolire l’offerta formativa
- ridurre gli strumenti contro la dispersione
- snaturare il ruolo del potenziamento
Classi e condizioni di lavoro
- limiti rigidi alle classi nella secondaria
- deroghe senza risorse aggiuntive
Con effetti possibili su:
- qualità della didattica
- carichi di lavoro del personale
Calo demografico Gestione criticata
Il calo degli studenti continua a tradursi in tagli lineari.
Per la UIL Scuola è una scelta sbagliata:
- andrebbe utilizzato per ridurre il numero di alunni per classe
- migliorare le condizioni di apprendimento
Riforma istituti tecnici, nodi aperti
Restano criticità anche sull’attuazione della riforma degli istituti tecnici, legata al decreto applicativo del 2022.
La UIL Scuola chiede:
- revisione dei quadri orari
- correzioni operative nei prossimi anni
La richiesta del sindacato
UIL Scuola continuerà a rivendicare un investimento strutturale sugli organici: superamento dei vincoli di spesa, valorizzazione del potenziamento e un piano straordinario per ridurre il numero di alunni per classe.