Sono 527.747 gli studenti che da domani affronteranno la maturità 2026. Come ogni anno, nelle settimane precedenti all’esame si è scatenato il “tototema”: intelligenza artificiale, anniversari storici, grandi autori della letteratura, attualità.

Ma chi conosce davvero le tracce invita a prendere le previsioni con cautela. A parlarne è Flaminia Giorda, dirigente del Ministero dell’Istruzione e del Merito e responsabile della struttura tecnica che prepara le prove dell’esame di Stato. È una delle pochissime persone che conoscono gli argomenti scelti per la prima prova scritta.

«Il tototema? Un gioco poco affidabile»
Nell’intervista pubblicata da Repubblica, Giorda osserva con ironia il fenomeno che ogni anno riempie giornali e social.
«È un gioco cui i giornali non sanno rinunciare, ma è davvero poco affidabile», spiega. Spesso le previsioni si concentrano sugli anniversari o sugli argomenti del momento, ma la realtà è più complessa.
A volte, racconta, le ipotesi fanno addirittura sorridere: c’è chi immagina autori che non vengono nemmeno studiati nell’ultimo anno di scuola superiore e che quindi difficilmente potrebbero comparire nelle tracce dell’esame.
Come nascono le tracce
Dietro le sette tracce della prima prova c’è un lavoro lungo mesi. Al ministro vengono sottoposte numerose proposte per ciascuna tipologia. Le tracce vengono lette, discusse e valutate fino alla scelta finale. L’obiettivo non è inseguire la notizia del momento, ma costruire un insieme equilibrato.
«Si cerca di costruire un insieme significativo, nuovo rispetto agli anni passati e di fare scelte non banali», spiega Giorda. La varietà è un criterio fondamentale perché ogni studente deve poter trovare uno spunto vicino alla propria sensibilità e al proprio percorso culturale.
Il consiglio più semplice
Tra le tante risposte dell’intervista, ce n’è una che sembra andare oltre l’esame. Alla domanda su come prepararsi nelle ultime ore prima della prova, Giorda non parla di ripassi dell’ultimo minuto o di formule magiche. Consiglia piuttosto di leggere: «Per imparare a scrivere bene occorre leggere cose ben scritte; ed esercitarsi molto a esprimere il proprio pensiero, sviluppare il gusto della parola precisa, della frase efficace».

È un suggerimento che vale per la maturità, ma anche per la scuola in generale: leggere aiuta a comprendere meglio il mondo e a trovare le parole per raccontarlo.
Niente panico davanti alla traccia
La dirigente del Ministero invita inoltre a non lasciarsi bloccare dall’ansia. La prima regola è leggere tutte le tracce con attenzione, scegliere con calma e costruire una scaletta prima di iniziare a scrivere. Poi rileggere, correggere e migliorare il testo.
Un consiglio particolare riguarda la tipologia A, l’analisi del testo, spesso considerata la più difficile: «Non è un tema di letteratura, non occorre aver studiato l’autore», ricorda Giorda. Le domande guidano l’analisi e aiutano lo studente a sviluppare la riflessione richiesta.
La traccia che non ha dimenticato
Alla fine dell’intervista emerge anche un ricordo personale. Tra tutte le prove preparate negli anni, quella a cui è più legata risale al 2022, il primo esame scritto dopo la pandemia. Era una traccia sul potere della musica tratta da un testo del neurologo Oliver Sacks.
«A quella sì, sono particolarmente legata», racconta. Forse è anche questo il senso della maturità: non trovare la risposta giusta a una previsione, ma cogliere l’occasione per scrivere qualcosa che sia davvero proprio.
Fonti: Repubblica, intervista di Viola Giannoli a Flaminia Giorda pubblicata il 17 giugno 2026; sintesi delle informazioni sull’esame di maturità 2026 pubblicate dalla stampa nazionale.