Il 23 settembre 2025 il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha presentato alle organizzazioni sindacali il bando per il Concorso PNRR 3 destinato al personale docente. Un passaggio importante, che apre la strada a nuove assunzioni ma solleva anche questioni di equità e di stabilità. La UIL Scuola RUA ha ribadito una posizione netta: prima stabilizzare gli idonei già in graduatoria, poi pensare a bandire nuovi concorsi.
I numeri del bando
Sono previste 27.376 assunzioni nella scuola dell’infanzia e primaria (posti comuni e di sostegno) e 30.759 nella secondaria di I e II grado per il triennio 2025/28.

Distribuzione dei posti tra infanzia/primaria e secondaria
Requisiti di accesso
Per infanzia e primaria servirà l’abilitazione tramite laurea in Scienze della Formazione Primaria o diploma magistrale conseguito entro il 2001/02.
Per la secondaria saranno richiesti titolo abilitante o titolo idoneo con almeno tre anni di servizio negli ultimi cinque.
Per il sostegno rimane obbligatoria la specializzazione.
È prevista la partecipazione “con riserva” per chi sta completando percorsi di abilitazione o specializzazione, purché il titolo sia conseguito entro il 31 gennaio 2026.
Struttura delle prove
Il concorso prevede una prova scritta computer-based con quesiti pedagogici, metodologici, di lingua inglese e informatica, seguita da una prova orale su discipline e didattica. Accederà all’orale un numero massimo di candidati pari a tre volte i posti disponibili, con punteggio minimo di 70/100.
Graduatorie e limiti attuali
Le graduatorie avranno validità triennale e saranno integrabili con un numero di idonei non superiore al 30 per cento dei posti banditi. Questo vincolo, secondo la UIL Scuola, rischia di lasciare scoperti molti posti in caso di rinunce, senza valorizzare chi ha già superato le prove.

Confronto tra validità delle graduatorie e limite di idonei integrabili
Le richieste della UIL Scuola
L’organizzazione ha messo in evidenza le seguenti priorità:

Perché intervenire ora
Secondo UIL Scuola, senza queste correzioni il rischio è di produrre ulteriore precarietà: posti non coperti, docenti idonei esclusi e continuità didattica compromessa. Stabilizzare chi ha già superato prove e selezioni non è solo un atto di giustizia verso i lavoratori, ma un investimento di sistema che garantisce alle scuole personale stabile e preparato.