Dal 9 marzo 2026 riparte la Carta del docente, lo strumento elettronico per l’aggiornamento professionale degli insegnanti. Il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha ufficializzato data di attivazione e nuove direttive, confermando un’espansione della platea a oltre un milione di beneficiari. Il personale ATA resta escluso dalla misura. Nessuna novità su questo fronte.
L’importo scende: perché
Per l’anno scolastico 2025/2026 l’importo è di 383 euro, rispetto ai 500 euro degli anni precedenti. La riduzione è dovuta all’allargamento della platea dei beneficiari. Il fondo complessivo resta sostanzialmente invariato, ma viene suddiviso tra un numero maggiore di destinatari.
Non si tratta di un taglio alla formazione: è una redistribuzione.
Chi ha diritto alla Carta
I beneficiari per l’anno scolastico 2025/2026 sono:
- Docenti a tempo indeterminato, compresi neoimmessi e part time
- Docenti con contratto al 31 agosto (supplenza annuale su posto vacante)
- Docenti con incarico fino al 30 giugno (termine attività didattiche)
- Personale educativo di convitti ed educandati
Si tratta di 253.000 docenti aggiuntivi rispetto alla configurazione originale, inclusi grazie alle sentenze giudiziarie emesse dal 2021 sulla formazione obbligatoria. Il personale ATA — collaboratori scolastici, assistenti amministrativi e tecnici — non rientra tra i beneficiari.
Cosa si può acquistare
Le spese ammissibili confermano le categorie tradizionali e ne aggiungono di nuove:
- Libri, riviste, pubblicazioni
- Corsi di formazione e aggiornamento
- Musei, mostre, teatri, cinema
- Hardware e software (con vincolo quadriennale)
- Strumenti musicali (novità 2025/2026)
- Servizi di trasporto (novità 2025/2026)
L’acquisto di hardware e software è consentito alla prima erogazione e poi ogni quattro anni.
Il fondo aggiuntivo per le scuole
Lo stanziamento complessivo è rafforzato da un fondo aggiuntivo di 281 milioni di euro, destinato a potenziare la formazione e le dotazioni digitali nelle scuole, con particolare attenzione al comodato d’uso di tablet e PC per i docenti.
La posizione UIL Scuola
L’estensione della Carta ai precari è un risultato atteso da anni, ottenuto grazie a un lungo percorso giudiziario. UIL Scuola ha sempre sostenuto che il diritto alla formazione non può dipendere dalla tipologia contrattuale. Restano due questioni aperte. La riduzione da 500 a 383 euro penalizza chi già beneficiava della misura: serve un aumento strutturale del fondo, non una redistribuzione al ribasso. E occorre vigilare che l’allargamento della platea sia effettivamente accessibile ai precari, senza ostacoli burocratici nell’attivazione.
Sul personale ATA la situazione è ferma. UIL Scuola continuerà a battersi perché anche il personale amministrativo e tecnico abbia strumenti concreti per la propria formazione professionale.