A seguito della richiesta della UIL Scuola, venerdì 27 marzo si è svolto un incontro presso il Ministero dell’Istruzione e del Merito per affrontare le criticità tecniche emerse nella gestione delle GPS 2026/28.
Nel corso del confronto, la UIL Scuola ha segnalato una serie di problemi riscontrati sia nella fase di compilazione delle domande sia nella successiva valutazione da parte delle amministrazioni.
Le principali criticità segnalate
Tra i nodi più rilevanti emersi durante l’incontro:
- impossibilità di cancellare titoli non più validi o inseriti erroneamente
- impossibilità di inserire titoli di abilitazione più favorevoli per migliorare il punteggio, in particolare sul sostegno
- eliminazione, da parte di alcuni Ambiti Territoriali, delle graduatorie dei docenti di ruolo, con mancato collegamento dei titoli nelle tabelle di sostegno
- errori nell’individuazione della corretta tabella per le abilitazioni, dovuti alla confusione tra procedure per laureati e percorsi destinati agli ITP
- rischio di convalide massive da parte degli uffici territoriali, a causa dei tempi ristretti e dell’elevato numero di domande
- mancato aggiornamento dei punteggi nonostante decreti di convalida già emessi dalle scuole nel biennio precedente
- criticità nella gestione degli spezzoni: il sistema non distingue chi accetta uno spezzone con completamento da GPS/GI da chi richiede solo spezzoni
- necessità di chiarimenti sulle certificazioni DigComp 2.2 e DigCompEdu: il sistema consente l’inserimento multiplo, ma è valutabile una sola certificazione per tipologia
Tempistiche comunicate dal Ministero
A margine dell’incontro, l’Amministrazione ha fornito un primo quadro temporale delle operazioni:
- 20 aprile (data indicativa): avvio delle operazioni relative alle graduatorie di istituto (GAE)
- dalla prossima settimana: inizio della valutazione delle domande da parte delle scuole polo
UIL Scuola: servono indicazioni chiare e uniformi
La UIL Scuola ha chiesto al Ministero di rendere note nel dettaglio le indicazioni operative che verranno fornite alle scuole e agli Ambiti Territoriali. L’obiettivo è evitare difformità nella valutazione delle domande e garantire criteri omogenei su tutto il territorio nazionale.