Caro libri, UIL Scuola: più contributi e comodato d’uso gratuito

Con l’avvio del nuovo anno scolastico torna al centro il tema del caro libri. Per molte famiglie, soprattutto quando i figli da iscrivere a scuola sono più di uno, la spesa per libri di testo e materiale didattico rappresenta un costo sempre più pesante.

Secondo le stime richiamate dalla UIL Scuola, nel 2026 il materiale didattico potrebbe registrare rincari fino al 4%, mentre per i libri di testo l’aumento stimato è dell’1,8%.

Per Giuseppe D’Aprile, Segretario generale della UIL Scuola, servono interventi più ampi e strutturali per sostenere concretamente le famiglie.

Più contributi e una platea più ampia di beneficiari

La proposta della UIL Scuola parte da un punto preciso: aumentare i contributi per l’acquisto dei libri di testo e ampliare il numero delle famiglie che possono accedere alle agevolazioni.

L’obiettivo è evitare che il costo dei materiali scolastici diventi un ostacolo alla piena partecipazione degli studenti alle attività didattiche.

Per il sindacato, il sostegno economico non può essere affidato esclusivamente a interventi occasionali, ma deve diventare parte di una programmazione più stabile.

Comodato d’uso gratuito: il modello del Trentino

D’Aprile richiama anche l’esperienza del Trentino, dove il sistema prevede forme estese di gratuità e comodato d’uso.

Nella scuola primaria i libri vengono forniti gratuitamente agli studenti. Nella scuola secondaria di primo grado e fino al primo biennio delle superiori viene invece normalmente garantito il comodato d’uso gratuito.

Secondo la UIL Scuola, questo modello potrebbe essere esteso prevedendo risorse specifiche per consentire alle scuole di acquistare i testi, metterli a disposizione degli studenti e riutilizzarli negli anni successivi.

Italia sotto la media UE per investimenti nell’istruzione

Il tema si inserisce anche in un quadro più ampio.

Secondo la relazione della Commissione europea sugli investimenti nell’insegnamento, l’Italia destina all’istruzione circa l’8% della spesa pubblica complessiva, contro una media europea attorno al 9,7%.

Per la UIL Scuola, questo divario conferma la necessità di rafforzare gli investimenti destinati alla scuola e alle famiglie.

Nuove edizioni solo con aggiornamenti reali

Un altro nodo riguarda le nuove edizioni dei libri di testo.

Secondo D’Aprile, quando gli aggiornamenti non sono realmente sostanziali non è accettabile obbligare le famiglie ad acquistare un nuovo volume, rendendo di fatto inutilizzabile quello adottato nell’anno precedente.

Servono quindi regole che favoriscano maggiormente il riuso dei libri e il mercato dell’usato, evitando costi non necessari.

Servono misure programmate per più anni

La UIL Scuola sottolinea infine la necessità di superare una logica di interventi annuali.

Le scuole programmano l’adozione dei libri con largo anticipo e, secondo D’Aprile, anche la politica dovrebbe adottare un orizzonte più ampio, con misure economiche pensate almeno su base triennale o quinquennale.

La proposta è quella di costruire interventi differenziati in base ai diversi ordini di scuola e alle condizioni delle famiglie, con l’obiettivo di garantire a tutti gli studenti le stesse opportunità formative.

Per la UIL Scuola, contrastare il caro libri significa quindi passare da misure episodiche a una politica stabile fatta di contributi più ampi, comodato d’uso gratuito, riuso dei testi e maggiore investimento pubblico nell’istruzione.