L’intelligenza artificiale (IA) può sostenere l’organizzazione scolastica e ridurre i compiti ripetitivi, ma non sostituirà la funzione educativa degli insegnanti. È questo il messaggio lanciato da Giuseppe D’Aprile, Segretario generale della UIL Scuola, nel corso del convegno internazionale “Il Futuro della scuola in Europa – Il ruolo dell’intelligenza artificiale”, tenutosi il 21 gennaio 2026 presso la Fédération Wallonie-Bruxelles a Bruxelles.
Opportunità e limiti della tecnologia
Secondo D’Aprile, l’IA è uno strumento che può supportare compiti organizzativi e didattici, ma non può sostituire il docente né la relazione educativa fondamentale per lo sviluppo del pensiero critico degli studenti. L’uso della tecnologia va quindi inquadrato in un percorso di formazione e consapevolezza, non di delega.
Formazione come chiave di volta
Al centro dell’intervento del Segretario generale c’è stata la formazione del personale scolastico. D’Aprile ha sottolineato la necessità di investire in:
- programmi formativi strutturati per docente e personale ATA;
- linee guida nazionali chiare e condivise basate su etica, trasparenza e rispetto dei diritti;
- modelli europei di riferimento, come quello estone, che ha puntato sulla formazione continua degli insegnanti.
Queste misure, ha affermato D’Aprile, sono essenziali per governare il cambiamento tecnologico senza subire le innovazioni. La formazione è quindi vista non come complemento, ma come pilastro per un utilizzo responsabile dell’IA nella scuola.
Centralità della persona
Un altro punto chiave del discorso è stato la centralità della persona nel processo educativo. Secondo il Segretario generale, l’IA deve essere al servizio delle relazioni, delle competenze critiche e della libertà di insegnamento, elementi che restano irrinunciabili nel sistema educativo.
Una visione europea
L’iniziativa di Bruxelles ha riunito istituzioni, rappresentanti politici, esperti di IA e educazione per analizzare rischi e opportunità a livello continentale. Tra i partecipanti figurano l’On. Fabio Porta e l’On. Brando Benifei, co-relatore dell’AI Act al Parlamento europeo, oltre a specialisti di pedagogia digitale.
In sintesi, la riflessione della UIL Scuola pone l’accento su investimenti formativi strutturati, etica nell’uso delle tecnologie e tutela del ruolo umano nell’educazione, come prerequisiti per una scuola che sappia integrare l’intelligenza artificiale senza compromettere i valori educativi fondamentali.