Decreto PNRR convertito in legge: assunzioni, mobilità e ATA

È stata pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 91 del 20 aprile 2026 la legge n. 50/2026, che converte il decreto-legge 19 febbraio 2026, n. 19. Il provvedimento è entrato in vigore il 21 aprile e contiene diverse misure che incidono su reclutamento, mobilità, istituti tecnici e personale ATA. Secondo la UIL Scuola, il testo recepisce alcune richieste avanzate dal sindacato, pur senza risolvere tutte le criticità aperte. 

Nuovi elenchi regionali per le assunzioni

La novità più rilevante riguarda gli elenchi regionali per l’immissione in ruolo. La posizione dei candidati sarà determinata esclusivamente dal punteggio conseguito nelle prove concorsuali, scritta e orale. Per la UIL Scuola è un punto importante, perché va nella direzione di maggiore uniformità e trasparenza, riducendo il peso delle valutazioni differenziate dei titoli. 

Tra le procedure riconosciute rientra anche il concorso straordinario DD n. 510/2020. In caso di parità o sovrapposizioni, prevarrà l’ordine cronologico del bando. È inoltre prevista una precedenza per chi sceglie la stessa regione in cui ha sostenuto il concorso, mentre ogni aspirante potrà inserirsi in una sola regione per ciascuna tornata di assunzioni. L’elenco avrà validità annuale. Anche questi elementi vengono presentati dalla UIL come rivendicazioni accolte nel confronto sul provvedimento. 

Mobilità annuale: deroga per il ricongiungimento ai genitori over 65

Sul versante della mobilità, il decreto introduce una deroga che consente ai docenti soggetti a vincolo di chiedere l’assegnazione provvisoria per ricongiungersi a un genitore che abbia compiuto 65 anni, nell’ambito della mobilità annuale. La UIL Scuola considera la misura un segnale positivo, perché attenua almeno in parte la rigidità dei vincoli, ma la giudica comunque parziale rispetto alla richiesta di superare blocchi considerati eccessivi sul piano personale e familiare. 

Istituti tecnici: più limiti alla flessibilità

Il testo interviene anche sugli istituti tecnici. Nel primo biennio viene regolata in modo più stringente la quota di autonomia, imponendo una distribuzione equilibrata delle discipline per evitare esuberi o soprannumerarietà. Viene inoltre aggiornato l’anno di riferimento per determinare il numero massimo di classi attivabili, che passa dall’anno scolastico 2023/2024 al 2024/2025. Per la UIL Scuola si tratta di modifiche coerenti con le criticità segnalate nei tavoli di confronto, a tutela della qualità dell’offerta formativa e della tenuta degli organici. 

Personale ATA: rinvio del nuovo ordinamento

Uno dei passaggi che riguarda direttamente il personale ATA è il rinvio del nuovo sistema di classificazione professionale. L’entrata in vigore, inizialmente prevista per il 2026/2027, slitta all’anno scolastico 2027/2028. È una scelta che incide in modo diretto sull’attuazione del nuovo ordinamento e che merita attenzione, perché sposta in avanti un passaggio atteso dal personale. 

Sempre per il personale ATA, il decreto prevede risorse aggiuntive pari a 19 milioni di euro per incarichi temporanei, ma con una condizione precisa: le somme saranno destinate soltanto alle regioni che avranno rispettato i piani di dimensionamento della rete scolastica per il 2026/2027. È un punto delicato, perché lega il riparto delle risorse a scelte organizzative territoriali che non dipendono dal personale. 

Formazione e PNRR

Il decreto interviene anche sulla formazione dei docenti, semplificando le procedure di accreditamento degli enti. Viene eliminato, tra gli altri, il requisito dell’esperienza quinquennale in almeno tre regioni, mentre i nuovi criteri saranno definiti con una direttiva ministeriale. 

Sul fronte PNRR, viene prorogato fino al 31 dicembre 2026 il supporto tecnico-amministrativo per la fase conclusiva dei progetti finanziati con fondi europei, ma con una riduzione del contingente del Nucleo di supporto tecnico da 100 a 70 unità. Contestualmente sono stanziati ulteriori 20 milioni di euro. 

Gli altri interventi

Tra le altre misure contenute nel provvedimento ci sono la possibilità per gli ITS Academy di concedere l’uso dei laboratori alle imprese, fuori dall’orario delle attività didattiche, e una disposizione specifica per il Friuli-Venezia Giulia, che consentirà nel triennio 2027/2030 autonomie scolastiche aggiuntive per le scuole con lingua di insegnamento slovena, in deroga ai limiti ordinari di dirigenti scolastici e DSGA.