Decreto scuola 2026: cosa cambia per docenti e ata

Il Decreto Scuola (decreto-legge 30 settembre 2026, n. 170) introduce diverse novità per il personale scolastico e per l’organizzazione delle scuole. Le misure riguardano sostegno, abilitazione dei docenti, graduatorie DSGA, istruzione tecnica e integrazione degli alunni con cittadinanza non italiana.

La UIL Scuola ha predisposto una scheda di approfondimento con tutte le principali disposizioni e le relative novità.

Cosa cambia

  • Sostegno e PEI: cambiano le scadenze del Piano educativo individualizzato (PEI). Per gli alunni che proseguono nello stesso grado di istruzione viene considerata prioritariamente la conferma delle ore di sostegno dell’anno precedente, salvo motivate esigenze differenti.
  • Percorsi abilitanti: diventa strutturale l’accesso ai percorsi da 30 CFU/CFA per i docenti con almeno tre anni di servizio negli ultimi cinque, di cui uno nella specifica classe di concorso, e per le altre categorie previste.
  • Insegnanti tecnico-pratici (ITP): prorogata al 31 dicembre 2027 la possibilità di accedere ai concorsi con il diploma previsto per la classe di concorso.
  • Funzionari EQ e DSGA: dal 2027/28 nuove disposizioni per l’utilizzo e lo scorrimento delle graduatorie del concorso ordinario e della procedura di progressione.
  • Istituti tecnici: prevista la denominazione di licei tecnologici e il recupero di ore a favore delle discipline curricolari.
  • Alunni con cittadinanza non italiana: dal 2027/28 entra in vigore, nelle classi prime, il limite del 30%, applicato secondo specifici criteri.

Il decreto prevede inoltre risorse per orientamento, tutoraggio, contrasto alla dispersione scolastica, digitalizzazione e attività legate al PNRR.

La posizione della UIL Scuola

La UIL Scuola considera positivo il recupero delle ore di insegnamento negli istituti tecnici, pur chiedendo ulteriori interventi a tutela delle discipline e degli organici.

Sui percorsi abilitanti, il sindacato ribadisce che l’abilitazione non deve trasformarsi in una barriera economica per i docenti precari.

Resta la contrarietà al limite del 30% degli alunni con cittadinanza non italiana: servono più docenti di italiano come seconda lingua (L2), mediatori linguistici, classi meno numerose e organici stabili.

Per la UIL Scuola, ogni riforma deve essere accompagnata da risorse adeguate e da una reale valorizzazione del personale.

Consulta la scheda completa

Per conoscere tutte le disposizioni, le scadenze e le novità introdotte dal decreto, è disponibile la scheda di approfondimento della UIL Scuola, organizzata per argomenti e categorie di personale.