Condizionatori nelle scuole: 20 milioni, ma solo 3.153 euro per istituto

Venti milioni di euro per migliorare il comfort climatico nelle scuole italiane. Divisi tra oltre seimila istituti, però, diventano 3.153,57 euro per ciascuna scuola.

È il risultato della misura del Ministero dell’Istruzione e del Merito destinata all’acquisto, all’installazione e alla messa in funzione di apparecchi e dispositivi per il raffrescamento degli ambienti scolastici.

A richiamare l’attenzione sulla reale portata dell’intervento è stato anche Il Post, che il 4 ottobre ha dedicato un approfondimento alla distribuzione delle risorse e alla diffusione ancora molto limitata degli impianti di climatizzazione nelle scuole italiane.

6.342 scuole finanziate

Con il decreto del 18 settembre 2026 sono state ammesse al finanziamento 6.342 istituzioni scolastiche. La somma complessivamente impegnata sfiora i 20 milioni di euro e a ogni istituto viene assegnato lo stesso contributo: 3.153,57 euro, indipendentemente dal numero di studenti, aule o plessi. Una scuola concentrata in un solo edificio e un grande istituto articolato su più sedi ricevono quindi la stessa cifra. Nel 2026 sarà erogato un acconto del 70%, pari a 2.207,50 euro. Il saldo arriverà dopo la rendicontazione degli interventi.

Più di nove scuole su dieci senza impianti

Il finanziamento interviene su una situazione strutturale ben più ampia.

Secondo il XXIV Rapporto sulla sicurezza delle scuole di Cittadinanzattiva, soltanto 4.457 sedi scolastiche, pari al 7,42%, dispongono di sistemi di condizionamento o ventilazione. In pratica, più di nove scuole su dieci ne sono ancora prive. Un quadro che assume ancora maggiore rilevanza di fronte all’aumento delle temperature e alla necessità di garantire ambienti adeguati non soltanto agli studenti, ma anche a docenti, personale ATA e dirigenti.

UIL Scuola: il caldo non è più un’emergenza occasionale

La UIL Scuola è intervenuta più volte sul problema. Già a giugno il Segretario generale Giuseppe D’Aprile, raccogliendo le segnalazioni provenienti dalle scuole, aveva denunciato situazioni con studenti colpiti da malori e personale costretto in alcuni casi a portare ventilatori da casa. Per la UIL Scuola il caldo nelle aule non può più essere considerato un fenomeno eccezionale: la sicurezza comprende anche la possibilità di studiare e lavorare in ambienti salubri.

Una posizione ribadita alla vigilia dell’avvio dell’anno scolastico. Secondo D’Aprile, spostare il calendario in presenza di temperature elevate può rappresentare soltanto una soluzione tampone. Occorre invece intervenire sull’arretratezza di una parte consistente del patrimonio edilizio scolastico, investendo in climatizzazione, ventilazione, isolamento termico, schermature solari ed efficientamento degli edifici.

La UIL era intervenuta anche sul bando

La UIL Scuola è intervenuta direttamente anche sull’avviso che ha portato all’assegnazione dei 20 milioni. L’8 settembre il sindacato aveva scritto al Ministero chiedendo chiarimenti sui criteri di accesso al finanziamento. Il rischio segnalato era che scuole già interessate negli anni precedenti da interventi di efficientamento energetico, ma ancora prive di adeguati sistemi di raffrescamento, potessero restare escluse. La UIL aveva inoltre chiesto una proroga dei termini, considerati troppo ristretti proprio nella delicata fase di avvio dell’anno scolastico.

Servono interventi programmati e duraturi

I 20 milioni rappresentano dunque una risorsa utile, ma il problema va affrontato in una prospettiva più ampia. Con 3.153 euro per istituto è possibile finanziare acquisti o interventi circoscritti. Più difficile immaginare una risposta complessiva per scuole composte da decine di aule e, spesso, distribuite su più edifici.

La posizione della UIL Scuola è chiara: di fronte a temperature elevate sempre più frequenti non bastano interventi emergenziali. Occorre una programmazione stabile che tenga insieme sicurezza, salute, climatizzazione, ventilazione ed efficientamento energetico.

La scuola deve essere un ambiente sicuro e vivibile durante tutto l’anno. E il cambiamento delle condizioni climatiche impone ormai di considerare anche il comfort termico come parte della qualità e della sicurezza degli edifici scolastici.