FMOF 2026/27, 300 milioni in meno rispetto al 2022: risorse ferme mentre aumentano le attività delle scuole

Si è svolto il 15 settembre 2026 al Ministero dell’Istruzione e del Merito l’incontro sulle risorse destinate alle attività aggiuntive delle scuole per l’anno scolastico 2026/27.

Al centro del confronto il Fondo per il miglioramento dell’offerta formativa, che finanzia una parte importante delle attività svolte oltre il normale orario di servizio da docenti e personale ATA.

Il dato principale è chiaro: per il 2026/27 sono previsti 847,36 milioni di euro, praticamente la stessa cifra dello scorso anno.

Rispetto al 2022, però, le risorse sono diminuite di circa 300 milioni di euro, con un calo vicino al 25%.

Un dato che pesa ancora di più considerando che, nel frattempo, le attività e gli impegni affidati alle scuole sono aumentati.

Formazione: servono risorse aggiuntive

Uno dei primi problemi riguarda la formazione del personale.

Le somme previste rischiano infatti di essere sottratte alle risorse che ogni scuola utilizza per retribuire altre attività aggiuntive.

Per UIL Scuola la formazione deve avere finanziamenti adeguati e specifici, senza ridurre le disponibilità destinate alla contrattazione nelle singole scuole.

Il contratto nazionale prevede inoltre che le ore di formazione svolte oltre quelle ordinarie siano retribuite.

Quante risorse resteranno davvero alle scuole?

Una parte del fondo è già destinata a spese definite in partenza.

Tra queste ci sono 6,70 milioni di euro per l’indennità dei direttori dei servizi amministrativi e 3,70 milioni per sostituzioni e incarichi temporanei.

UIL Scuola ha chiesto di verificare se quest’ultima somma possa essere ridotta, anche alla luce della diminuzione del numero delle scuole conseguente ai dimensionamenti, mantenendo comunque una tutela nel caso emergano nuove necessità.

Il problema più generale resta però capire quante risorse saranno realmente disponibili in ogni istituto dopo aver sottratto tutte le somme già vincolate.

Continuità didattica: servono dati chiari sui 20 milioni

Un altro punto importante riguarda i 20 milioni di euro destinati alla continuità didattica dei docenti.

La bozza prevede criteri basati anche su una soglia del 47%, ma non chiarisce in modo sufficiente come verranno effettuati i calcoli e quali scuole riceveranno effettivamente le risorse.

È prevista inoltre una quota aggiuntiva per gli istituti già coinvolti nel programma Agenda Sud.

Per UIL Scuola è quindi necessario avere, prima della firma, una simulazione scuola per scuola.

Solo in questo modo sarà possibile verificare se i criteri individuati garantiscono una distribuzione equilibrata e trasparente.

Personale ATA: tutelare le posizioni economiche

La bozza prevede anche un’indennità per il personale ATA impegnato in attività di assistenza.

L’importo indicativo è di 700 euro lordi, ma il compenso effettivo dovrà essere definito nelle singole scuole.

UIL Scuola ha chiesto che le posizioni economiche già riconosciute al personale ATA siano pienamente salvaguardate.

Le risorse destinate alle nuove indennità e agli incarichi specifici dovrebbero quindi essere utilizzate soprattutto per il personale che non beneficia già di queste maggiorazioni.

Ore eccedenti: regole semplici e risorse sufficienti

Restano dubbi anche sulla distribuzione delle somme destinate alle ore eccedenti, utilizzate in particolare per le sostituzioni dei colleghi assenti.

La bozza presenta due diversi criteri di assegnazione.

Per UIL Scuola serve invece una regola unica, chiara e facilmente applicabile.

Le scuole devono inoltre poter ricevere rapidamente ulteriori fondi quando le necessità superano le risorse inizialmente assegnate.

Somme non utilizzate: bisogna sapere quanto c’è davvero

Un ultimo punto riguarda le risorse rimaste inutilizzate negli anni precedenti.

La bozza prevede che possano essere recuperate e utilizzate nuovamente, ma non specifica con chiarezza quanto denaro sia disponibile, da quali anni provenga e quando arriverà alle scuole.

Si tratta di somme importanti, ma non possono diventare il modo per compensare una riduzione stabile dei finanziamenti.

Per UIL Scuola serve quindi un quadro completo e trasparente delle risorse ancora disponibili.

Più attività richiedono più risorse

Il problema di fondo resta semplice: alle scuole vengono chieste sempre più attività, ma le risorse non crescono di pari passo.

Rispetto al 2022 mancano circa 300 milioni di euro e, mentre aumentano compiti, responsabilità e prestazioni aggiuntive, i finanziamenti rimangono sostanzialmente fermi.

Per UIL Scuola è necessario garantire alle istituzioni scolastiche risorse adeguate e stabili, così da riconoscere concretamente il lavoro aggiuntivo svolto da docenti e personale ATA e permettere alle scuole di programmare le proprie attività con maggiore certezza.