Tutor e Orientatori, arrivano altri 16 milioni: ora servono regole chiare per il 2026/27

Il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha annunciato l’assegnazione di ulteriori 16 milioni di euro destinati alle attività di Tutor e Orientatori nelle scuole secondarie di secondo grado.

Le risorse integrano quelle già previste dal DM 30 gennaio 2026, n. 15 e riguardano le attività rivolte agli studenti delle classi terze, quarte e quinte nell’ambito delle Linee guida per l’orientamento e delle misure collegate al PNRR.

Perché arrivano altri 16 milioni

Per il 2025 e il 2026 erano stati stanziati complessivamente 100 milioni di euro.

Il DM n. 15/2026 ne aveva utilizzati 84 milioni. Il nuovo provvedimento assegna quindi i 16 milioni residui.

Per poter utilizzare queste somme nell’esercizio finanziario 2026, il decreto dovrà essere adottato entro il 31 agosto 2026.

Il Ministero ha inoltre chiarito che le risorse aggiuntive potranno essere utilizzate nell’anno scolastico 2026/27.

Il nodo: come verranno utilizzate le risorse

È proprio questo il punto su cui la UIL Scuola chiede chiarezza.

Il DM n. 15/2026 era stato infatti pensato per finanziare Tutor e Orientatori nell’anno scolastico 2025/26. Lo slittamento delle nuove risorse al 2026/27 rende quindi necessario definire rapidamente modalità e criteri di utilizzo.

La novità più importante arriva dal nuovo CCNL: le regole sull’utilizzo delle risorse destinate a Tutor e Orientatori non dovranno più essere definite soltanto a livello di singola scuola, ma attraverso la contrattazione integrativa nazionale.

Servono regole uguali per tutte le scuole

Per la UIL Scuola è necessario aprire rapidamente il confronto tra Ministero e organizzazioni sindacali, così da arrivare all’inizio dell’anno scolastico con un quadro chiaro e uniforme.

Le scuole devono sapere in anticipo:

  • quante risorse avranno a disposizione;
  • quali attività potranno essere finanziate;
  • con quali criteri verranno individuati e retribuiti Tutor e Orientatori.

L’obiettivo è evitare che ogni istituto si trovi a gestire le risorse in modo diverso o con indicazioni tardive.

Troppe tranche, poca programmazione

La UIL Scuola ha inoltre espresso perplessità sul fatto che i finanziamenti arrivino in momenti diversi e attraverso più provvedimenti. Un sistema per tranche successive rende infatti più difficile programmare le attività e crea incertezza sia per le scuole sia per il personale coinvolto.

Il problema delle risorse non utilizzate

Durante l’incontro si è parlato anche delle somme rimaste inutilizzate nelle scuole.

In alcuni casi le economie derivano dalla rinuncia dei docenti agli incarichi di Tutor e Orientatore.

Tra le ragioni segnalate c’è il peso crescente degli adempimenti burocratici e il raccordo con numerosi progetti finanziati attraverso il PNRR.

Per questo la UIL Scuola ha chiesto un monitoraggio rapido delle economie effettivamente disponibili, in modo da conoscere con precisione quante risorse sono ancora presenti nelle scuole prima di avviare la contrattazione nazionale.

Cosa succede adesso

Il prossimo passaggio sarà quindi duplice:

  • adozione del decreto entro il 31 agosto;
  • apertura della contrattazione integrativa nazionale per definire criteri e modalità di utilizzo delle risorse per il 2026/27.

La priorità, per la UIL Scuola, è arrivare all’avvio del nuovo anno scolastico con regole certe, risorse definite e meno burocrazia per chi svolge queste funzioni.